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Dalla collina al mare lungo “la Strada della Romagna”

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7 Luglio 2019

Un viaggio lungo le strade della Romagna attraverso sapori e tradizioni della provincia di Ravenna. Storia, cultura ed enogastronomia hanno caratterizzato queste due giornate.

Si parte dalla stazione di Faenza, direzione Brisighella, per conoscere l’olio extravergine d’oliva Brisighella DOP. Una varietà di oliva autoctona, con un’ ottima resistenza al freddo, caratteristica che  ha permesso a questa cultivar di adattarsi a climi più rigidi. Protetti dai venti freddi dalla barriera naturale dei monti del Parco regionale  della Vena del gesso Romagnola, questi uliveti hanno reso celebre il territorio di Brisighella. Il prodotto che ne deriva è un olio di qualità, al naso presenta delle note erbacee e sentori gradevoli di carciofo, altro prodotto tipico di questa zona. Il processo di estrazione a freddo  permette di conservare le qualità e le proprietà organolettiche dell’olio. Abbiamo apprezzato tantissimo la presenza di Franco Spada, presidente del consorzio olio DOP Brisighella, che ci ha illustrato tutto il processo, dalla pianta all’imbottigliamento.

Dopo una breve visita al punto vendita della Cooperativa Terra di Brisighella, dove sono esposti tutti i prodotti dell’azienda, Luca Casadei, giornalista presso “Italia nel bicchiere”  ci ha invitato a provare i vari oli abbinati a vini della cooperativa come il Romagna DOC Sangiovese “La Torre” e il Romagna Albana DOCG passito “AMBRA”.

Finito il pranzo alla scoperta dei tesori di Brisighella partiamo alla volta delle Terme di Riolo, accompagnati da Maida Cattaruzza coordinatrice dell’iniziativa “Strada della Romagna”.  Risalenti al 1870, le terme di Riolo sorgono nel cuore verde della Romagna, all’interno del parco secolare delle terme di Riolo.  La struttura offre una vasta scelta di trattamenti benessere, con la possibilità di soggiornare in loco, all’interno del Grand Hotel Terme Riolo, o di altre due strutture ricettive nelle vicinanze.

Dopo esserci rilassati un paio di ore alle terme arriva il momento di concludere la nostra serata all’Hotel la Rocca con una cena a base di primi piatti tipici della zona, quali passatelli con crema di parmigiano e funghi porcini, tagliatelle al ragù Bolognese,  il tutto accompagnato da vini delle colline romagnole come lo spumante Excelsior Pignoletto Doc Reno della cantina Quadalti e il  Ravenna Igt Centesimo della cantina La Sabbiona. Ovviamente non potevano mancare gli scroccadenti con un ottimo passito al loro fianco.

Il giorno successivo ci siamo spostati lungo la riviera Romagnola, più precisamente a Marina di Ravenna per assaggiare le cozze tipiche di questo tratto di mare. Questi molluschi crescono al di sotto delle piattaforme di estrazione di gas metano. La Cozza di Marina di Ravenna è tra le più pregiate in Italia e cresce spontaneamente. Le correnti marine forniscono al  mitile un ottimo cibo, questo fa si che la cozza assuma delle dimensioni importanti e si presenti carnosa e gustosa al momento dell’assaggio. Le cozze sono raccolte a mano dai pescatori, i “cozzari”, che s’immergono di norma fino a 10/12 metri di profondità. Ottime saltate in padella con un pizzico di pepe.

Conclusa l’esperienza a Marina di Ravenna è la volta dell‘Ecomuseo delle Erbe Palustri. Un museo costruito per conservare la memoria storica di quella che un tempo era la fonte principale di reddito di qusta zona.  Lo  scopo di questo mueso è quello di preservare quella che viene definita un’arte, cioè la trasformazione di un elemento povero in oggetti di uso quotidiano: ricordiamo che  con questo materiale venivano costruiti edefici abitabili, cantine, ricoveri per attrezzi e moltro altro.  L’altro obiettivo che il museo si prefigge è appunto  la sensibilizzazione  verso un ritorno al riutilizzo dei materiali, quindi alla diminuzione dell’inquinamento dovuto alla moda dell’usa e getta e soprattutto l’utilizzo di materiale ecocompatibili.

Si concludono qui questi due giorni nelle terre di Romagna. Ringraziamo Luca Casadei e Maida Cattaruzza per l’invito a questa bellissima esperienza.

Dalla collina al mare lungo “la Strada della Romagna“.

 

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