ABRUZZO VIAGGIO

Notti passate tra cinghiali e cervi: l’Abruzzo ci accoglie così

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13 Novembre 2019

È già ora di salutare Gioia, dopo questi tre giorni dobbiamo riprendere la strada verso l’Abruzzo la nostra penultima regione.

Ci dispiace tanto ripartire ma ci salutiamo con una promessa, che non sarebbe stato un addio ma un arrivederci. Rincuorati ci affrettiamo a risalire in bicicletta, perchè oggi è una tappa abbastanza impegnativa, abbiamo già  percorso un tratto di strada con la macchina ieri insieme a Gioia, per capire dove dobbiamo passare e ci siamo accorti che c’è abbastanza salita da percorrere. La strada inizia a salire già dai primi chilometri fino ad entrare nel parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Piano piano ci inerpichiamo sempre di più tra i monti del Molise, ora dall’alto riusciamo a scorgere Rocchetta al Volturno e anche il lago di Castel San Vincezo si riesce a distinguere bene.

La frescura degli alberi ci allevia la fatica ma è pur sempre una bella sfacchinata, a fine tappa saranno 800 i metri di dislivello percorsi (sulla mappa a fine articolo potete trovare tutte le INFO cliccando sul tracciato). Per riposarci un po’ dobbiamo raggiungere Alfedena, un piccolo borgo circondato dai monti, qui ci ristoriamo con i panini che Gioia ci ha preparato e dell’acqua fresca di una fontana lì vicino, dei bambini giocano nel parco giochi dietro alla nostra panchina e ci guardano incuriositi.

Il panino ci rimette in forze ed è veramente buono, questo ci prepara alla prossima salita che dovremo affrontare dopo Alfedena, l’ultima di giornata. Imbocchiamo il passo e il percorso si fa insidioso, la carreggiata è decisamente stretta e le pendenze non aiutano. Percorriamo questo tratto con molta cautela vista anche la presenza di motociclisti che sfrecciano noncuranti della nostra presenza. Fortunatamente in salita il tempo passa in fretta e in un batter d’occhio siamo in cima, ora non ci resta che scendere fino a Barrea. La vista da quassù è mozzafiato, sono luoghi magici, possiamo dire con certezza che  questi due giorni in bicicletta sono stati tra i più belli di tutto il viaggio. Pedaliamo fino a Barrea e rimaniamo stregati (consiglio vivamente a tutti di visitare questi posti) dal fascino del  borgo Medievale costruito a ridosso dell’omonimo lago.

Ci prendiamo un po’ di tempo per visitare il paese e poi scendiamo verso il lago, da qui mancano circa 7 chilometri per arrivare al campeggio ma sono tutti pianeggianti. Percorriamo metà del perimetro del lago e arriviamo finalmente al campeggio di Villetta Barrea. Il camping le Quite è situato a fianco di un torrente, quest’ultimo è frequentato da cervi ed è possibile osservarli in tutta tranquillità nel loro habitat naturale come è accaduto a noi. Siamo riusciti a fotografare questi esemplari a due passi da noi,  una grande emozione visto la loro predisposizione a scappare da tutti  i pericoli. La sera ci divertiamo a scattare qualche foto in notturna ma per lo più il tempo passato in questo campeggio lo impieghiamo rilassandoci e apprezzando quello che la natura ci regala.

Ci fermiamo due giorni, stiamo incominciando ad accusare la stanchezza, i chilometri percorsi, il carico, il tempo stanno influendo sulle nostre capacità organizzative e lavorative. Ogni giorno che passa siamo sempre più stanchi e  abbiamo bisogno sempre più di riposo, però andiamo fieri di quello che è stato fatto fino ad ora. Visitiamo anche Villetta Barrea e le sue casette in legno caratteristiche dei paesi di alta montagna, un luogo adatto alle famiglie e agli amanti della natura. Ci viene a fare visita anche un temporale estivo ma la tenda fortunatamente regge a dovere. Sorvegliati a vista da un cerbiatto che pascola poco distante ci riposiamo  prima di ripartire per Anversa degli Abruzzi.  Sono circa le 10 quando siamo pronti per raggiungere la nostra destinazione,  ci troviamo nel cuore degli Appennini Italiani questo vuol dire che difficilmente troveremo percorsi in pianura. Oggi la tappa attraversa luoghi meravigliosi, dobbiamo affrontare passo Godi subito dopo Villetta Barrea, è una salita di 14 chilometri abbastanza regolare  che si snoda lungo una fitta pineta, ricca di tornanti e ciclisti che ci sorpassano, circa a metà salita ci fermiamo a fare merenda con panino e salsiccia (una merenda leggera) per poi continuare per altri 7 chilometri.

La cima è segnata da un albergo dopodichè inizia la discesa in uno dei luoghi più belli d’Abruzzo. Siamo in prossimità della gola del Lago di Scanno,(vi consiglio di visitare il sito di Majellando per vedere le bellezze di questi luoghi) un lago cristallino circondato da falesie che rendono questo posto unico al mondo. Poco prima i ragazzi di Majellando ci consigliano di fermarci alla pasticceria Pan dell’Orso dove producono un dolce tipico di quella zona chiamato appunto Pan dell’Orso. Passiamo vicino al lago gremito di persone dove si sta svolgendo una manifestazione sportiva. Poco dopo c’è un’altra attrazione naturalistica molto importante: le Gole del Saggitario. Ci fermiamo per qualche minuto ad osservare questa meraviglia naturale, riempiamo le nostre borracce nella fontana della chiesa di Santa Maria delle Grazie e riprendiamo a scendere verso la nostra destinazione: Anversa degli Abruzzi dove abbiamo appuntamento con Nunzio Marcelli. 

Arrivati in paese, un piccolo borgo incastonato nelle montagne, cerchiamo di capire dove si trova l’azienda, ma non è al centro del paese quindi dobbiamo fare una salita durissima prima di poterci riposare.

UNA NOTTE MOVIMENTATA (un curioso aneddoto)

Appena arrivati conosciamo la figlia di Nunzio che ci accoglie e ci fa sistemare, chiediamo di poter posizionare la tenda così da poter riporre le borse all’interno e lei ci indica il posto, con una piccola precisazione: questa notte ci verranno a trovare una famiglia di cinghiali che mangiano abitualmente le mele nel giardino. La notizia ci lascia un po’ perplessi, cerchiamo di capire se ci sono soluzioni migliori ma non ne troviamo però non ci lasciamo impaurire, dopotutto anche altre persone avevano dormito lì. La sera ceniamo con i prodotti della loro azienda poi stanchi dalle fatiche del giorno ce ne andiamo a dormire. Verso le cinque di notte veniamo svegliati dai grugniti dei cinghiali che stanno pascolando attorno alla nostra tenda, cercando di mantenere la calma ci rimettiamo coricati. Non è la prima volta che qualcosa ci gironzola intorno di notte, così ci riaddormentiamo come se nulla fosse. La mattina ci raggiunge Nunzio con il pulmino e ci uniamo agli ospiti della Porta dei Parchi per arrivare ai pascoli in montagna dove si sta svolgendo la transumanza, cercheremo di intervistarlo nel luogo a lui più caro.

LA PORTA DEI PARCHI

L’azienda La Porta dei Parchi nasce nel 1977 come un’incredibile scommessa di rivalutazione di un ambiente montano in via di totale spopolamento, attraverso l’allevamento etico di ovini e caprini, produzioni biologiche di alta qualità, formaggi a latte crudo, abbinati al ristoro agrituristico, alla didattica in fattoria e molto altro ancora!  L’alimentazione degli animali si basa sulla naturalità dell’allevamento: capre e pecore escono tutti i giorni al pascolo su prati che vantano circa 120 varietà di erbe aromatiche differenti, garantendo così una genuinità del latte, che non sarebbe possibile ottenere in altri modi, e quindi del formaggio. Questo ha permesso all’azienda di essere un presidio della “Comunità del cibo” Slow Food. Inoltre, gli impianti fotovoltaici presenti nella stalla garantiscono energia pulita per tutte le attività. Tra le diverse attività svolte, il rito della tosatura rappresenta un momento magico che permette di capire valori e tradizioni di una cultura antica. (descrizione dell’azienda di CASEIFICI AGRICOLI: iniziativa con cui abbiamo collaborato durante questo viaggio).

 

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