EMILIA ROMAGNA VIAGGIO

FOSSE BRANDINELLI: Formaggio di fossa di Sogliano DOP

Di
-
22 Agosto 2019

Inizia così il nostro viaggio nell’Italia dei sapori. 12 Maggio  2019: dalla riserva naturale della Gola del Furlo, alle verdi colline di Sogliano al Rubicone (Emilia Romagna).

Borse “PIENE” sulle biciclette, zaino in spalla e si parte dal bike shop Marche and Bike di Aqualagna (città del tartufo) a Castelvecchio, per sistemare le ultime cose prima di lasciare le Marche per qualche mese. 

RISERVA NATURALE DELLA GOLA DEL FURLO

Il Furlo è composto da  straordinari scenari: sovrastata da imponenti strapiombi, nella gola sono presenti molte specie faunistiche e non è difficile imbattersi nell’aquila reale, ormai diventata simbolo del Furlo,  che nidifica nella gola periodicamente. Fanno parte di questo ambiente anche il falco pellegrino, il gufo reale, il picchio muraiolo e molti altri volatili. Per non parlare di caprioli, daini, cinghiali presenti in gran numero. La Via Flaminia che attraversa la gola comprende  una galleria lunga 38 mt circa che fu fatta scavare nel suo punto più stretto da Vespasiano nel 77 d.C per consentire l’attraversamento degli Appennini e  un’altra lunga solo 8 mt, si crede che fu scavata dagli Umbri o dagli Etruschi. La zona è ricca di tartufi dal bianco al nero pregiato, al nero estivo  e a fine ottobre ogni anno è possibile scoprire questo mondo così particolare e affascinante durante la fiera nazionale del tartufo di Acqualagna. Nella gola è presente una colonnina elettrica per la ricarica delle ebike e un’area attrezzata per la sosta camper.

UN ULTIMO SALUTO

Siamo pronti per partire e dopo aver salutato tutti trattenendo a stento le lacrime partiamo in sella alle nostre bici. Per testare le gambe decidiamo di passare per San Costanzo percorrendo la breve salita che ci conduce poi a Fano, da qui viaggiamo lungo la costa fino ad arrivare a Pesaro. Lasciamo il dolce rumore delle onde e affrontiamo la prima asperità di giornata: le Siligate, un piccolo promontorio prima di approdare in Emilia Romagna. Una tappa abbastanza impegnativa essendo anche la prima. Il percorso si fa duro quando superiamo la città di San Marino lasciandola alla nostra sinistra per evitare le infernali rampe che portano alla città  avvicinandoci così alle colline dove sorge Sogliano e alle sue lunghe salite. Gli ultimi chilometri sono i più impegnativi, Sogliano è un piccolo borgo a cavallo tra Marche e Emilia Romagna ad una altezza di 362 mt s.l.m.  e da qui incomincia la nostra avventura.

 

Sostiamo in una foresteria che fa parte del convento delle suore di clausura di Sogliano e sarà la nostra casa per i 3 giorni successivi. Una sosta obbligata dal maltempo che ha caratterizzato tutto il mese di Maggio. Portiamo con molta fatica le nostre biciclette  in camera con movimenti goffi e impacciati, dovendo ancora prendere confidenza con il bagaglio, cerchiamo di sistemarci incastrando ogni singola cosa al suo posto, e ci godiamo un po’ di meritato riposo. L’indomani abbiamo appuntamento con Silvano Brandinelli che con il padre Marino gestisce l’attività di famiglia.

SOGLIANO AL RUBICONE (un po’ di storia)

Nel periodo medioevale Sogliano fu castello dei Malatesta di Rimini. L’edificio sorgeva anticamente nel punto più alto del paese, venne definitivamente distrutto nel corso nel diciannovesimo secolo e al suo posto venne costruita la piazza del paese che fungeva da mercato agricolo. Un paese ricco di storia e tradizioni tra cui l’arte di fare formaggio o meglio di “INFOSSARE FORMAGGIO”. Le origini dell’uso delle fosse si perdono nella notte dei tempi, anche se di esso mancano vere e proprie testimonianze scritte. La leggenda narra che il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP e’ nato per caso quando gli abitanti di Sogliano al Rubicone per sottrarre i loro averi alle incursioni nemiche si accorsero che il formaggio che veniva nascosto era profondamente cambiato. Da quel momento ebbe inizio la lunga tradizione dell’infossatura che si è tramandata nel tempo ed è giunta a noi immutata. Le fosse, grazie alle particolari condizioni di temperatura e umidità creano l’ambiente ideale per un processo anaerobico di fermentazione e di affinamento del formaggio che si trasforma in un prodotto caseario dal sapore e dalla fragranza incomparabile e non più paragonabile al prodotto di partenza.

 

FOSSE BRANDINELLI

I loro formaggi sprigionano profumi intensi e noi abbiamo avuto l’occasione di provare questi meravigliosi prodotti. In questa  intervista Silvano ci  racconta la sua esperienza di infossatore di formaggio continuando l’attività del padre. 

Una storia quella del formaggio di fossa molto affascinante, caratterizzata da processi perfezionati nei secoli, che ad oggi rendono il formaggio di fossa di Sogliano DOP una delle eccellenze più conosciute nel panorama caseario nazionale. L’apertura tradizionale delle fosse si svolge il 25 Novembre, giorno di S. Caterina d’Alessandria, è possibile rivivere il momento della sfossatura una volta all’anno, quando a turno, una delle aziende infossatrici apre al pubblico la propria cantina e mostra il momento in cui i formaggi tornano alla luce dopo il periodo si stagionatura.

Marino e Silvano Brandinelli (FOSSE BRANDINELLI)

Dopo questo bellissimo incontro è ora di partire per la tappa successiva ed incontrare il prossimo produttore. Se non volete perdervi i prossimi articoli e rivivere il viaggio insieme a noi iscrivetevi alla news letter e seguiteci sui nostri social.

 

 

 

 

 

 

 

TAGS
ARTICOLI SIMILI

LASCIA UN COMMENTO