bicchiere birra

Chi di voi non ha mai gustato in compagnia di amici un bel boccale di birra?

Che sia al pub, al ristorante, in pizzeria, in macchina o in casa, la birra è quel tipo di bevanda che stringe, che crea atmosfera, una bevanda relativamente economica che si lascia sorseggiare senza troppe etichette e fronzoli. Ma… Non si può però sempre generalizzare. Anche la birra, così come il vino, può talvolta essere un prodotto di nicchia e ricercato.
Iniziamo con il dire che la birra rientra tra le bevande alcoliche più antiche del mondo, già presente nell’antico Egitto e in Mesopotamia. Pensate che ad oggi, l’industria della birra è un business di dimensioni mondiali, in cui riescono a convivere i grandi hub internazionali e piccoli produttori locali. (Piccolo spoiler: quando questi ultimi iniziano ad acquistare notorietà ed una buona fetta di mercato, quasi sicuramente la grande distribuzione farà di tutto per assorbirli).
Ricercatezza nel gusto; studio delle migliori materie prime; innovazione e tradizione sono le caratteristiche che contraddistinguono il mercato della birra, specialmente di quella artigianale e agricola.
Andiamo a vedere nello specifico cosa caratterizza questo prodotto in compagnia di Riccardo del birrificio Oltremondo.

Cosa caratterizza la birra agricola?
In generale, un prodotto agricolo si ottiene utilizzando almeno il 51% di materie prime che siano rigorosamente prodotte in azienda, di solito si tende ad andare oltre il 51%. Di fatto, il prodotto agricolo è certificato e regolamentato, questo per tutelare il birrificio e il cliente finale.
Nella produzione di birra agricola, essendo molti ingredienti autoprodotti dall’azienda, richiede costi più elevati rispetto alla produzione di massa di birra industriale; tuttavia, nel primo caso, il riscontro positivo di cui si pregia l’azienda è la gestione completa su tutta la filiera.
Dunque, per poter essere denominata “agricola”, la birra deve essere prodotta dagli agricoltori con una percentuale di materia prima prodotta in proprio maggiore rispetto ai prodotti acquistati da terzi.

Cosa caratterizza la birra artigianale?
Dal punto di vista legislativo, la birra artigianale non può essere né microfiltratafiltrata né pastorizzata. Ciò che contraddistingue la birra artigianale è la minor limpidezza (il più delle volte, quando quest’ultima non ricercata e voluta), la “durata della vita” (avendo al proprio interno dei sedimenti, la birra artigianale ha un ciclo di vita più breve) e ovviamente gusto e sensazioni al naso molto differenti. Si tratta di un prodotto vivo a tutti gli effetti.

Le birre si possono affinare in grotta?
Avendo riaperto la nostra grotta con lo scopo di studiare e sperimentare stagionatura, maturazione dei prodotti, abbiamo voluto chiedere a Riccardo se anche la birra poteva essere affinata in grotta e la risposta è stata… Sì. L’alcol funge da conservante naturale, anzi è il più antico metodo di conservazione al mondo. Se mantenuto alle giuste condizioni, il prodotto cambia migliorando nel gusto ed evolvendosi nella fragranza. (Vi consigliamo di vedere l’apertura della nostra grotta dove ora stanno stagionando degli ottimi formaggi provenienti da tutta Italia).

Come si degusta una birra?
La degustazione della birra prevede l’analisi di ben 3 fasi: aspetto visivo; aspetto olfattivo; aspetto gustativo.
Si parte dall’aspetto visivo analizzando per prima la schiuma: la dimensione della bolla, la persistenza, il colore, la dimensione del cappello, per poi passare alla trasparenza della birra, colore e viscoità.
Si passa all’aspetto olfattivo nel quale si verifica l’intensità, la complessità degli aromi e la persistenza al naso.
Arriviamo al terzo ed ultimo aspetto, quello gustativo e retrolfattivo: si assaggia la birra senza deglutire immediatamente, “palleggiandola” in bocca, così da stimolare i ricettori di tutta la cavità orale che ne intercetterà le varie caratteristiche. La dolcezza per esempio, verrà captata principalemente (ma non solo) sulla punta della lingua, l’amaro nella parte posteriore della lingua, mentre l’acidità nelle pareti laterali della bocca. Ovviamente la degustazione è un insieme di mille fattori, per questo se siete interessati a questo aspetto il nostro consiglio è di iscrivervi al corso di degustazione di Unionbirrari, che potete trovare a questo LINK.

Quali sono i fattori che influenzano la degustazione?
La birra artigianale è un prodotto molto delicato e se conservata male, la sua degustazione ottimale potrebbe essere facilmente compromessa, a questo passaggio aggiungiamo un’attenzione particolare durante le fasi di degustazione. Ciò che può influire maggiormente è: l’età della birra, la conservazione durante il trasporto ed il servizio. A tal proposito è opportuno sottolineare che i bicchieri con cui si degusta una birra non devono essere lavati con agenti chimici aggressivi, bensì devono essere risciacquati con acqua preferibilmente distillata. Il sapone, infatti, rischia di non far comparire la schiuma e può influire, specialmente se profumato, nella parte della bevuta, alterandone i profumi e sapori. Un ulteriore fattore che influenza la degustazione è la tipologia di bicchiere. Le birre più profumate (solitamente le Belghe), per esempio, richiedono bicchieri più ampi, perché sono tendenzialmente più alcoliche. In tal caso l’ampiezza del bicchiere favorisce una maggiore ossigenazione della birra, sprigionando tutto il potenziale aromatico di queste birre.

Quali sono gli ingredienti essenziali per fare una birra?
Gli elementi di partenza nella produzione della birra sono 4: acqua; malto d’orzo; lievito e luppolo. Ricorrendo a questi ingredienti è possibile, dal punto di vista legislativo, denominare il prodotto birra. È, tuttavia, possibile aggiungere ulteriori ingredienti per aromatizzare maggiormente il prodotto.

Quali sono le birre luppolate?
Si tratta di birre con un quantitativo di luppolo maggiore rispetto al normale. Tale generosità di luppolatura rende il prodotto più amaro e aromatico. Tra gli stili di riferimento, sicuramente possiamo nominare le birre IPA (India Pale Ale).

Qual è il tempo di conservazione della birra?
Tendenzialmente, il tempo di conservazione della birra è di un anno e mezzo (18 mesi).

Come si conserva la birra?
Così come accennato precedentemente, si tratta di un prodotto che necessita di alcune accortezze nella fase di produzione e di conservazione. La birra si conserva in luoghi asciutti a temperature non troppo alte (mai oltre i 18/20 gradi). Non deve essere inoltre esposta al sole o, più in generale, a qualsiasi fonte di calore e luce diretta.

Quali possono essere i difetti più “comuni” della birra?
Rifermentazione derivata da una mala conservazione. Ce se ne rende conto dall’effetto spumante che si crea non appena la si apre;
Effetto cavolfiore: si crea quando la birra è stata conservata a temperature troppo elevate. L’effetto prende questo nome poiché all’apertura la birra profumerà di cavolfiore;
Acidità non voluta: percettibile già all’olfatto. In questo caso, l’acidità è un effetto collaterale derivante da un problema di produzione (dell’intero impianto o del singolo lotto) e non di conservazione.

Con questo breve articolo abbiamo voluto raccontarvi qualche curiosità sul mondo della birra. Continueremo a raccontarvi altri aneddoti particolari quindi se volete rimanere aggiornati iscrivetevi alla news letter e se l’articolo vi è piaciuto lasciate un commento e condividetelo, noi ci vediamo nel prossimo articolo della “Rubrica dei Sapori”.