Volete provare anche voi a fare il formaggio in casa? Qui sotto trovere la descrizione su come fare.

Ho provato a fare il formaggio in casa, così per Natale potrò abbinare ai prodotti del nostro shop le mie creazioni. (A proposito di shop, con il codice “SCONTO10” avrete il 10% di sconto sul totale del carrello). Ma veniamo a noi.

 

Come fare il formaggio in casa?

Partiamo con la lista degli ingredienti:

5 litri di latte intero fresco

4 grammi di caglio

1 cucchiano da caffè di fermenti

sale q.b.

Vi starete chiedendo dove poter reperire questi ingredienti? Fate un salto nella pagina di Caseifici Agricoli, troverete i caseifici più vicini a voi. Saranno ben lieti di aiutarvi a reperire questi ingredienti e se volete un consiglio, comprate qualche formaggio così potrete anche avere un metodo di confronto con il vostro prodotto finale, oltre ad ulteriori consigli preziosi. Oppure scriveteci in privato, saremo felici di aiutarvi.

Materiale occorrente:

Una pentola di acciaio che possa contere 5 litri

Un termometro alimentare

Una frusta per dolci

Un passino

4/5 fuscelle (meglio se cilindriche e grandi)

Procedimento

Lavate e asciugate tutti gli attrezzi con cura. La pulizia è fondamentale per la buona riuscita del formaggio. Versate i 5 litri di latte nella pentola e accendete la fiamma, a fuoco lento portate il latte a 40 gradi, misurate la temperatura con il termometro (la temperautra può variare a seconda dei fermenti, chiedete al casaro). Raggiunta la temperatura desiderata spegnete la fiamma e versate lentamente i fermenti mescolando lentamente per circa 1 minuto. Lasciate riposare il latte per circa 30 minuti. Nel frattempo preparate il caglio aggiungendo un po’ di acqua fredda, circa una tazzina da caffè, e mescolate. Passati i 30 minuti aggiungete il caglio versandolo lentamente a filo del latte. Una mescolata veloce e lasciate riposare per 15/20 minuti. Vedrete che inizierà a formarsi la cosiddetta cagliata. Passati 15 minuti fate la prova della consistenza. Con un dito toccate delicatamente lo strato superiore, deve risultare simile ad un budino (panna cotta) e deve lasciare pulito il dito. Se la consistenza è giusta potete rompere la cagliata. Con la frusta iniziate a tagliare con un movimento dall’alto verso il basso formando una prima croce. Poi effettuate una seconda croce formando otto spicchi. Fatto questo, aspettate 1 minuto che il siero inizi a uscire. Dopodichè rompete la cagliata con lo stesso movimento precedente fino ad ottenere una dimensione di circa una nocciola. Lasciate affondare le parti in sospensione per circa 15 minuti. Siamo quasi in dirittura di arrivo. Rotta la cagliata è il momento di dare vita alle nostre forme. Prendete le fuscelle e immergetele nel siero. Riempita la fuscella con abbondante impasto, poi calerà di peso spurgando il siero piano piano. Riempite tutte le fuscelle fino a finire la cagliata, è arrivato il momento di scaldare il siero rimasto fino a 50 gradi ( La cottura della cagliata rende più facile la produzione di una pasta ben elastica. Si distingue tra pasta semicotta (trattamento a 44°-45°C, come per Fontina e Bitto) e pasta cotta (54°-55°C, come per il Grana Padano). Immergete le forme per circa 6/7 secondi nel siero, poi lasciate scolare l’eccesso del liquido per circa mezz’ora. Siamo arrivati alle fasi finali, sentiamo la consistenza della pasta, se è abbastanza compatta proviamo a girare la forma rimettendola nella fuscella così da dargli la giusta forma. Lasciamo riposare per 3 ore il tutto. Siamo alla fase finale prima della stagionatura, bisogna salare il composto con sale fino. Estriamo la forma e cospargiamola di sale, un po’ per ogni lato poi riponiamo la forma nella fuscella a riposare. Dovrà restare nella fuscella per un paio di giorni e una volta al giorno capovolta. Riponiamola in un luogo fresco e ventilato così da far asciugare bene la forma. Passati i due giorni togliamo il nostro formaggio dalle fuscelle e il gioco è fatto. Non resta che girarle ogni due giorni e stagionarle. Più lungo sarà il tempo di stagionatura e più il sapore sarà intenso. Per quanto riguarda la comparsa di muffa intorno al formaggio, il nostro consiglio è quella di rivolgervi al vostro casaro di fiducia per farvi spiegare come stagionare il prodotto in maniera adeguata. Detto questo il nostro formaggio è pronto.

I nostri consigli

Prima di seguire questa procedura parlate con un casaro che lo fa di mestiere, noi ci siamo fatti aiutare dai nostri casari di fiducia, come potete vedere nel video. Fatevi consigliare il giusto procedimento per la tipologia di formaggio che vorrete fare (c’è ne sono un’infinità molto diversi tra loro). Siate curiosi e sperimentate, il mondo dei formaggi è affascinante e ogni giorno è una scoperta. Se volete curiosare su questo argomento leggete i nostri articoli sulla pagina di Caseifici Agricoli.

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