Da un punto di vista biologico, coltivare è sempre stato un processo di conversione della luce solare in una fonte alimentare; oggi è diventato in misura significativa un processo di trasformazione dei combustibili fossili in cibo.
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Il vecchio metodo, con il sole come fonte di energia, era una specie di cena gratis offerta dalla natura: ma il servizio era lento e le porzioni piccole. Nell’era industriale il tempo è denaro e la produttività è tutto.

“Michael Pollan”

Vorrei partire da questo piccolo trafiletto preso in prestito dal libro “il dilemma dell’onnivoro“, che sto leggendo ora per introdurvi un’azienda davvero peculiare. Parlando con Ulisse mi disse che avrebbe dovuto ospitare l’autore, poi per qualche motivo, a me sconosciuto, non è riuscito ad incontrarlo. Buffe a volte le coincidenze, come tra 7 miliardi di persone si possa incontrare un signore Svizzero, che doveva ospitare l’autore del libro che stai leggendo in quello stesso momento. Ma non sono qui per parlarvi di destino e coincidenze strane. Oggi vi voglio illustrare questa favolosa realtà, Podere il Casale che si trova in Toscana, nel comune di Pienza, nota località turistica, da cui prende il nome l’omonimo pecorino.

VAL D’ORCIA

Ci sono davvero pochi altri luoghi capaci di impressionare il turista tanto profondamente. E’ una terra dall’atmosfera quasi surreale e sospesa, che ha anche dato origine ai più preziosi ed apprezzati vini italiani: il Brunello di Montalcino, il Rosso Orcia e altri favolosi vini con la denominazione DOCG.

I bellissimi paesaggi della Val d’Orcia, che hanno ispirato molti pittori rinascimentali, sono costellati da tanti piccoli borghicastelliabbazie e paesini, ciascuno con la propria incredibile storia. Il tempo qui scorre ancora lentamente. Potrai ammirare e scoprire borghi come Pienza, un vero gioiello conosciuto come la “Città Ideale”: vero monumento rinascimentale progettato da Pio II, grande papa umanista, dove anche lo splendido Palazzo Piccolomini merita una visita. (discovertuscany)

LA STORIA DEL PODERE

“La storia di questo podere inizia con l’avvento della mezzadria. Esso faceva parte di un gruppo di 50 poderi, governati per anni da diverse famiglie anglosassoni e spagnole che hanno influenzato lo sviluppo dell’intero territorio.

I racconti di Ulisse ci catapultano nella storia, ripercorrendo alcune tappe di una tradizione contadina che ha scandito la vita di intere famiglie del centro-nord Italia. La storia ci insegna che la mezzadria ha per molto tempo costituito un grande scoglio per lo sviluppo dell’imprenditoria agricola e un freno per la produttività dei terreni. “La vita del mezzadro era davvero dura: il padrone era libero di poter cacciare il contadino, costretto a mettersi alla ricerca di un ulteriore podere da chiamare casa”. La produttività veniva interrotta e la possibilità di poter raggiungere una “società” coesa svaniva sotto l’egida di proprietari che non facevano altro che accrescere il proprio controllo sulle terre, come ci suggerisce la famosa locuzione “divide et impera”.

Il destino di questo territorio cambiò con l’arrivo della famiglia Navarro, rinomata per la lavorazione del cuoio e misteriosamente scampata alla cattura sotto il ventennio fascista.

Nel ’64 la mezzadria venne abolita e, con la conseguente spartizione dei poderi, quello che visitiamo noi ora venne acquistato da Venturino Venturini, custode di questo luogo per ben 23 anni. “Per lui era già un salto di qualità trasferirsi dalla Maremma a Pienza. Da lui ho imparato molte cose sull’autoproduzione” conclude Ulisse.” Poi siamo arrivati noi”.

LA CUCINA DEL PODERE E I SUOI PRODOTTI

Quello che viene proposto nel piatto è legato alla creatività dello chef e alla stagionalità dei prodotti. Anche io una volta cucinavo ma era più un approccio frettoloso, i tempi erano scanditi dall’agricoltura, ma ho avuto sempre un grande rispetto per la qualità dei miei prodotti. La farina è da sempre prodotta con il grano dell’azienda e la pasta, che noi produciamo “come quella di una volta“, è completamente diversa da quella che troviamo oggi nei supermercati. La nostra viene essiccata in due giorni, mentre quelle commerciali in 20 minuti. Il grano, qui, è la colonna portante dell’alimentazione, produrre una pasta di qualità per venderla è quasi impossibile per via dei costi, quindi abbiamo deciso di aprire un ristorante e proporla ai nostri clienti oltre, ovviamente, all’auto consumo. Abbiamo molte tipologie di pasta ma è più una passione che un guadagno. Facciamo anche il pane… veramente facciamo un po’ di tutto, utilizziamo grani antichi che poi tanto antichi non sono, risalgono a un periodo antecedente la seconda guerra mondiale. E poi c’è l’orto. Ho sempre avuto difficoltà a curare questo mondo, dedicandomi all’allevamento la mattina e la sera. Ora, però, c’è Benito che lo ha reso il gioiello dell’azienda. Tutto questo è un lusso per il ristorante. Produciamo miele, confetture, olio, vino, uova, formaggi, carne e molto altro. La maggior parte della produzione la impieghiamo nell’attività di ristorazione, portando a tavola materie prime ottime messe a disposizione del cliente anche nel nostro punto vendita.

FOTO FORMAGGI

 

LA FILOSOFIA

“Per me il biologico non è esiste, o meglio non esiste altro oltre il biologico, il mio sogno è di avvicinarmi al biodinamico”

Questo è il sogno di Ulisse e ci racconta la sua azienda in questa intervista!

PERCHÉ VISITARE PODERE IL CASALE

Perché oltre a poter sostare in campeggio in un luogo magnifico immerso nelle colline toscane, lontani da rumori e frenesia, potrete provare i veri sapori della Toscana, STRANO VERO!? Scoprire la Toscana in un’azienda dove i proprietari sono svizzeri? Ebbene sì, ho ritrovato profumi e sapori che rappresentano questa regione, tutto quello che assaggerete è prodotto in azienda, seguendo i ritmi delle stagioni, nel rispetto degli animali e dell’ambiente e vi dirò di più… Ho riscontrato una passione unica nei racconti di Ulisse, un amore coinvolgente per la storia di quel territorio e una continua ricerca delle tradizioni locali, come quando mi ha parlato del pecorino di Pienza e della ricerca che sta portando avanti su questo prodotto. E poi c’è “La Sandra”, con la sua energia inesauribile, sempre di corsa, ma quando arriva un turista al podere, è la prima ad accoglierlo. E che accoglienza, non rimarrete delusi! Poi i figli; l’innovazione e la gestione del podere. Sono rimasto veramente affascinato nel sentirli parlare su come innovare e migliorare l’azienda. Sicuramente se dovessi passare in futuro da quelle parti mi fermerei nuovamente molto volentieri a mangiare un pezzo di formaggio o un piatto di pasta, accompagnato da un ottimo bicchiere di vino in una location che lascia senza fiato.

 

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