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Viaggio nelle terre del Piceno

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9 Febbraio 2020

Un viaggio tra artigianato e prodotti tipici nelle terre del Piceno.
Tutto inizia quando Silvia ci contatta, sta scrivendo una tesi sul turismo a San Benedetto del Tronto (come vi abbiamo mostrato in questo VLOG) e ci parla della sua idea di creare uno storytelling coinvolgendo vari protagonisti del territorio del Piceno; cogliamo subito la palla al balzo per conoscere nuove realtà e ve le raccontiamo in questo articolo.

Il porto di San Benedetto del Tronto
Nasce tutto dal mare Adriatico, più precisamente dal porto di San Benedetto del Tronto, un porto commerciale incentrato sul mercato ittico nella cui darsena turistica accoglie il maggior numero di imbarcazioni nel periodo estivo che fanno di questo scalo un punto di riferimento per la navigazione. Da qui salpiamo anche noi risalendo il Tronto, dal mare alla collina alla scoperta dell’artigianato locale fino ai prodotti tipici legati ad esso.


Le Paiarole di Acquaviva Picena
In macchina raggiungiamo Acquaviva Picena, il borgo delle Paiarole, una volta rinomate in tutta la nazione, tant’è che i loro cesti erano ricercati nelle più grandi città italiane come ci raccontano le signore che vedete nelle foto. Sono tra le poche Paiarolare rimaste, conservatrici di un’arte contadina che nel tempo sta via via scomparendo, colpa anche della comparsa della plastica e del monouso. Le loro mani stanno intrecciando i “fili di paia” comunemente detti “crolle” per creare ogni sorta di utensile, dai cesti per la raccolta del grano e del mais, a semplici setacci per la farina; con questo materiale si possono creare i più svariati oggetti; la lavorazione richiede molto tempo ma il risultato finale sarà duraturo nel tempo. Le Paiarolare ci raccontano che i mariti raccoglievano il grano necessario per la lavorazione e le vie del paese si riempivano di “donnine” chine su stesse intente alla lavorazione della paglia. I cesti erano utilizzati per trasportare il pesce e i setacci servivano inoltre per eliminare la farina in eccesso dalle olive all’Ascolana che ci portano a conoscere il secondo protagonista dell’itinerario.


L’oliva Ascolana Tenera
Come ci racconta Stefano di Olive Gregori la varietà di Oliva Ascolana tenera è la pianta principe di questo territorio e persino i Romani se ne accorsero. Plinio racconta che quando i Romani conquistarono il Piceno, da quel momento in poi a Roma arrivarono olive eccellenti. I romani che arrivavano in questi territori attraverso la via Salaria fino a San Benedetto utilizzavano l’acqua del mare per conservare le olive nelle botti e nel tragitto fino a Roma che poteva durare diversi mesi le olive si addolcivano e il prodotto che ne usciva era di bontà unica. La volontà dell’azienda Olive Gragori è quella di preservare questo patrimonio e di continuare a lavorarle secondo la tradizione, in modo naturale cercando di preservare tutte le caratteristiche di questo prezioso prodotto; ma dal porto proviene anche il pesce e negli ultimi tempi, per esaltare il sapore delicato di questo alimento, viene usato l’anice verde di Castignano che si trova a pochi chilometri da questa azienda.


L’Anice verde di Castignano
Al “Salone del Gusto 2018” tra le 5 spezie più ricercate a livello Internazionale era presente anche l’anice verde di Castignano, un riconoscimento che ripaga i tanti sforzi fatti come ci racconta il presidente dell’associazione Sergio Corradetti. Il profumo di questo piccolo seme è possibile sentirlo a parecchi metri di distanza e il ripetuto interesse di tanti ed illustri autori di tutti i tempi verso l’anice verde e gli enoliti anisati, testimonia l’importanza che essi hanno avuto nella vita quotidiana per molte generazioni. “L’occhio l’anice avvalora e lo stomaco ristora, tra sue specie quello apprezza in cui trovi più dolcezza”. Con questa frase venne rappresentato per secoli l’anice verde di Castignano ed oggi l’associazione vuole riportare allo splendore di un tempo un magnifico prodotto che verso la metà di luglio quando l’arsura dell’estate rende giallognoli tutti i paesaggi, ci omaggia con una fioritura di colore bianco che ristora la vista. Utilizzato in cucina nei più svariati modi, è perfetto nella ricetta tradizionale dei biscotti secchi. Entrato a far parte dei Presidi Slow Food (il primo del cratere del sisma) l’anice verde di Castignano è coltivato solo ed esclusivamante seguendo un rigido disciplinare. Ma è tempo di spostarci in un borgo dove il turismo ha rivestito un’importanza fondamentale.


Il merletto a tombolo di Offida
Da Castignano ripartiamo in direzione di Offida per conoscere il merletto a tombolo. Un’arte che si suppone sia arrivata intorno al 1300 ma che si diffonde nel 1700 quando in ogni casa del paese veniva impiegato il merletto a tombolo per fabbricare vestiti, tovaglie, tende e molte tipologie di tessuti che ancora oggi ritroviamo nelle abitazioni di Offida. Si è tramandata fino a noi questa tradizione da madre in figlia e dagli anni 50 il turismo proveniente dalla costa ha fatto sì che Offida venisse riconosciuta come città del merletto. A inizio paese possiamo trovare un monumento dedicato alle merlettaie a simboleggiare l’importanza di queste donne e del valore di questa storia. Parlando di Offida non possiamo non nominare il vino che la rappresenta: il Pecorino. Per questo ci muoviamo verso la cantina Le Caniette produttrice di “OFFIDA PECORINO D.O.C.G”.


Cantina Le Caniette
Ci troviamo a Ripatransone, dove la collina porge il saluto al mare.
Ed è proprio il mare uno dei principali elementi che ritroviamo nel vino dell’azienda, ce lo dice lo stesso Giovanni Vagnoni titolare della cantina, che ci coinvolge in un racconto appassionante della sua azienda. 223 anni di storia caratterizzano la famiglia Vagnoni, prima come azienda agricola mista poi come azienda vitivinicola conosciuta in tutto il mondo. Il legame fondamentale e la storia che li lega a questo territorio è la forza che muove l’azienda; un’identità forte unita a un prodotto di qualità. Il mare che bagna questi territori è sempre stato parte integrante del mondo contadino. Si narra che ai pescivendoli che passavano per le campagne venissero commissionati grandi barattoli di alici pagandoli con prodotti del territtorio.


Dalla collina ritorniamo al porto di San Benedetto dove tutto è iniziato e dopo il caloroso saluto a Silvia vi invitiamo a iscrivervi alla news letter. Seguiteci sui nostri social per conoscere gli sviluppi di questo viaggio nei sapori Italiani.

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ANDREA ZANDRI & GLORIA CERCAMONDI
MONTEPORZIO (PU)

Siamo una coppia di giovani ragazzi, amanti della natura, con la passione del viaggio e del buon cibo. Abbiamo deciso di rivivere le tradizioni e raccontarle in questo blog. Attraverso foto e video cerchiamo di svelare il lavoro e la passione che si celano dietro le tipicità Italiane.

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