EMILIA ROMAGNA PRODUTTORI

Da Sogliano a Modena: nella terra del Lambrusco

Di
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31 Agosto 2019

Ci aspettano due giorni intensi, recuperate le fatiche del primo giorno di bici  ci mancano circa 170 km per raggiungere il prossimo produttore ( cliccando sul percorso della mappa è possibile vedere i dati registrati durante il viaggio ). Scendiamo dalle colline romagnole e lasciamo Sogliano. In quei giorni i fiumi erano in piena e noi dovevamo costeggiare molti questi prima di arrivare a Imola. Fortunatamente le strade che abbiamo percorso non sono  state interessate da alluvioni come tante li vicino.  Cerchiamo di evitare la Flaminia e il suo traffico fino a Forlì: prima di arrivare in città sostiamo in un bar per mangiare qualcosa e dopo aver raccontato la nostra avventura al barista, un signore che sedeva li accanto ci ha offerto due bibite(a volte un piccolo gesto può cambiarti la giornata) accettiamo, ringraziamo e ripartiamo.

DA FORLì A IMOLA

La ciclabile che attraversa la città ci permette di vistarla in sicurezza. Siamo entrati nella pianura Padana con i suoi infiniti frutteti e i piccoli canali di irrigazione che corrono paralleli alla strada. Anche la nostra iniziativa di raccolta della plastica continua, un piccolo gesto per un mondo più pulito. Continuamo a pedalare in una tappa che sembra non finire mai. Alla fine della giornata saranno 96 i chilometri percorsi per un totale di 6 ore in sella alle nostre bici. Arrivati a Imola sostiamo da Gianluca un giovane pompiere. A cena ci ritroviamo insieme a lui e la sua ragazza e ci accorgiamo che scambiare qualche parola con nuove persone dopo una lunga giornata di fatica è una cosa “FIGHISSIMA”.

 

 

Ripartiamo la mattina presto dopo aver salutato tutti. Si prevede un’altra giornata difficile caratterizzata da strade diritte e interminabili, freddo, umidità e quella pioggerellina che ti penetra nella ossa. Ancora intrappolati tra frutteti e strade trafficate per 86 km, una “bella” giornata anche oggi, da Imola a Nonantola passando per sant’Agata Bolognese e le sue Lamborghini. Ad aspettarci c’è Enrico nel suo B&B che ci accoglie con il suo gatto Selva. La sera  ci delizia con un piatto di pasta al ragù che ci rimette in sesto.  La cosa che maggiormente ci ha colpito di quel  posto sono le foto  delle persone che hanno sostato lì, che tappezzano le pareti del B&B e da oggi saremo anche noi un piccolo frammento di quel muro. La mattina dopo prepariamo l’attrezzatura per l’intervista con Angela Sini socia di cantina dellaVolta.

 

CANTINA DELLA VOLTA

Chiamata così perchè appena dietro la cantina scorre il fiume Naviglio che fino a poche decine di anni fa era un canale navigabile di una certa importanza. Quest’ultimo collegava la città di Modena al mar Adriatico e proprio in quel punto c’era la chiusa che permetteva alle imbarcazioni di girare (voltare) per tornare in paese: da qui il nome Cantina della Volta.

BOMPORTO

Bomporto è un paese a nord di Modena di circa 10 mila abitanti, la storia del paese è strettamente legata alla presenza di zone fluviali nei suoi dintorni. In passato era una un’area paludosa poi bonificata dai monaci Benedettini che vollero rendere questo territorio coltivabile.  Prese il nome di Bomporto proprio perchè in quel punto era presente un torrione che serviva ai navigtori per orientarsi e da qui il nome di Bomporto.  Questo territorio è caratterizzato da vigneti, che si estendono a perdita d’occhio e fa parte dei comuni del disciplinare del Lambrusco di Sobrara DOP.

                                                                                                   

 

Dopo questa piacevole chiaccherata con Angela è arrivato il momento di conoscere gli altri produttori di questa meravigliosa regione. Se non volete perdervi i prossimi articoli e rivivere il viaggio insieme a noi iscrivetevi alla news letter e seguiteci sui nostri social.

 

 

 

 

 

 

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